A Passo Colla, 1000m sul livello del mare, 4 chilometri di strada sterrata nel bosco portano ad un vecchio borgo di case abbandonate. Dugara: una manciata di case disabitate. Di qualcuna restano solo muri ricoperti da rampicanti e dalla vegetazione spontanea, altre sembrano solo aspettare che qualcuno si rammenti di loro e venga ad aprire le finestre e a farle rivivere. Due abitazioni sono state ristrutturate e se pur tutt’intorno regna un silenzio insolito non ho avuto la sensazione di immobilità , non ho avuto l’impressione che lì il tempo si sia fermato, ma piuttosto di una quiete provvisoria, di uno scorrere silenzioso dell’ingranaggio del mondo.
La vita continua e le campane della piccola chiesa che ci accoglie all’ingresso del paese sono pronte a suonare ancora.
Dugara (Val Ceno, Parma)

una piccola cappella ormai in disuso

 le piante rampicanti le danno un tocco “selvatico” ma ancora più poetico

un gruppo di ruderi abbandonati

Il profumo di gelsomini mi ha guidata in un percorso insolito che ho iniziato lasciandomi la stazione alle spalle per raggiungere stradine sconosciute alla periferia della cittadina. Ho scoperto piccole case con giardini ben curati e balconi con gerani e rose.
E lì, appunto, ho visto tante siepi di gelsomino, ricche di fiori bianchi e profumati, proprio quel profumo che aromatizzava l’aria che ho seguito fin là . Gelsomini e qualche palma: ho pensato alla Sicilia e alle sue granite, ma sono in un paese dell’appennino tosco-emiliano! a dispetto del clima non proprio rigido, sono entrata in un bel locale con arredi stile liberty e mi sono regalata una cioccolata con panna.
A completare, un giro panoramico percorrendo dei sentieri vecchi, ciottolati, con l’erba che a forza è spuntata alla luce del sole. Qualcuno ha steso dei panni ad asciugare, e una leggera brezza li fa sventolare quasi fossero bandiere di una generazione antica come questo paese.
Pontremoli, Lunigiana