
La strada meravigliosa qui sopra è sempre a Moulin, quel paese dal carattere medievale che visitai in Borgogna qualche anno fa. L’architettura si è conservata veramente bene nel corso degli anni, come potete vedere anche dalle altre foto qui sotto:

nel bel mezzo del paese faceva la sua bella figura un’enorme cattedrale gotica, non ricordo più a quale santo fosse devota, ma ricordo molto bene che rimasi impressionato dalla sua mole e dalle sue decorazioni gotiche, come questo “gargoyle” che potete vedere qui sotto:

in definitiva veramente un centro ricco di storia e di cultura, che ha molto da offrire. Nonostante non sia una città particolarmente famosa, e forse è quello l’aspetto che più ci ha stupito.

Il giorno dopo, andammo a visitare un altro paese chiamato Chateaux Chinon, situato nella stessa zona ma più a nord, vicino al parco naturale del Morvan, a circa 700m di altezza. Il paese aveva un fascino particolare, anche se sicuramente non era ricco di monumenti come Moulin, tuttavia si inerpicava lungo le montagne della regione ed era pure vicino a un parco regionale, per cui a noi amanti della natura piaceva molto.

La foto qui sopra rappresenta il municipio che si trovava nel centro del paese. Non male, vero? era contornato da un bel giardino verde con vari fiori e piante.
Così si concluse questo mio viaggio nella regione forse meno conosciuta dell’intera Francia, la Borgogna. Di essa mi è rimasto un ricordo abbastanza agrodolce, un po’ per il freddo pungente dovuto al periodo in cui l’ho visitata, ma allo stesso tempo molto affascinante per via dell’atmosfera quasi fuori dal tempo che si può ancora respirare in quei luoghi.
Morellino: certo il nome desta un’immediata curiosità ..
Da dove proviene questo nome e di che vitigno stiamo parlando esattamente? Bhè, il vitigno è forse il più rappresentativo della regione Toscana, il Sangiovese, che da sempre trova in questo territorio il suo habitat ideale.
Ma la varietà di Sangiovese in questione, nasce proprio qui a Scansano, nella Maremma collinare, in una zona dove terra e clima sembrano fatti apposta per dare vita a questo grande rosso: il Morellino.
Per capire l’origine di questo nome, dobbiamo guardare indietro nel tempo: “Morello” è il modo in cui veniva chiamato in passato il cavallo migliore del branco, probabilmente legato al colore moro del suo manto.. Allo stesso modo, il termine, che mutò da “Morello” a “Morellino”, venne usato per chiamare questa varietà di Sangiovese, appunto la migliore del branco!
Anche il vino cominciò ad essere chiamato Morellino in tutta la zona di Scansano, cittadina che nel 1978 diede anche il nome alla Denominazione di Origine Controllata (dal 2006 anche Garantita).
Per chi si trovasse a girovagare nella zona di Scansano, una tappa presso un’azienda vitivinicola è d’obbligo! Sono infatti numerose le aziende sorte negli ultimi anni a Scansano e nei comuni limitrofi sotto la Denominazione di Origine Controllata Morellino, quasi tutte producono vini di qualità medio-alta. E’ stata forse proprio questa una delle carte vincenti di questo vino: la grande attenzione dei tanti produttori alla qualità dei vini.
Il vino italiano ha purtroppo conosciuto in passato periodi molto scuri. L’attenzione alla quantità prodotta, a scapito della qualità , ha provocato grossi danni all’immagine del vino italiano (tutti ricorderanno lo scandalo del metanolo). Errori che sembravano allora quasi irrimediabili, ma che invece sono stati necessari per capire che grande patrimonio nazionale si stava mettendo in pericolo.
Tanta strada in salita e grandi energie spese per intraprendere la strada della qualità hanno alla fine portato ad ottenere ottimi risultati. Il vino italiano è tornato ad essere ai primi posti, con tante “bandiere” in ogni regione che tengono alta l’immagine del prodotto made in Italy.
Il Morellino di Scansano è proprio una di queste bandiere: conosciuto anche all’estero, è uno dei rossi maremmani più apprezzati. Il suo colore intenso, o sarebbe meglio dire “Morello”, i suoi profumi invitanti ed eleganti, il suo corpo pieno e strutturato, sono gli elementi che lo hanno reso celebre e che lo hanno aiutato a conquistarsi la DOCG, in produzione quast’anno per la prima volta.
Ecco dunque quanti sono gli ingredienti che rendono famoso un vino: radici storiche consolidate, attenzione alla qualità da parte di tutti i produttori, sicuramente anche investimenti giusti e grande spirito imprenditoriale..ai quali si aggiunge anche un nome simpatico.. che non guasta mai e viene ricordato bene!
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