
La strada meravigliosa qui sopra è sempre a Moulin, quel paese dal carattere medievale che visitai in Borgogna qualche anno fa. L’architettura si è conservata veramente bene nel corso degli anni, come potete vedere anche dalle altre foto qui sotto:

nel bel mezzo del paese faceva la sua bella figura un’enorme cattedrale gotica, non ricordo più a quale santo fosse devota, ma ricordo molto bene che rimasi impressionato dalla sua mole e dalle sue decorazioni gotiche, come questo “gargoyle” che potete vedere qui sotto:

in definitiva veramente un centro ricco di storia e di cultura, che ha molto da offrire. Nonostante non sia una città particolarmente famosa, e forse è quello l’aspetto che più ci ha stupito.

Il giorno dopo, andammo a visitare un altro paese chiamato Chateaux Chinon, situato nella stessa zona ma più a nord, vicino al parco naturale del Morvan, a circa 700m di altezza. Il paese aveva un fascino particolare, anche se sicuramente non era ricco di monumenti come Moulin, tuttavia si inerpicava lungo le montagne della regione ed era pure vicino a un parco regionale, per cui a noi amanti della natura piaceva molto.

La foto qui sopra rappresenta il municipio che si trovava nel centro del paese. Non male, vero? era contornato da un bel giardino verde con vari fiori e piante.
Così si concluse questo mio viaggio nella regione forse meno conosciuta dell’intera Francia, la Borgogna. Di essa mi è rimasto un ricordo abbastanza agrodolce, un po’ per il freddo pungente dovuto al periodo in cui l’ho visitata, ma allo stesso tempo molto affascinante per via dell’atmosfera quasi fuori dal tempo che si può ancora respirare in quei luoghi.
Premetto subito che quel viaggio che feci qualche anno fa, non era di piacere, almeno nelle sue intenzioni originarie, ma sarebbe dovuto servire per trovare una casa in quella regione sperduta della Francia, la Borgogna, che appunto aveva ancora prezzi decisamente abbordabili.
In seguito poi non se ne fece più nulla, tuttavia voglio condividere i momenti belli e brutti che fecero parte di quel viaggio compiuto in ottobre alcuni anni fa…
Partendo da Bologna di buon’ora, il nostro piano era di fare tappa in un qualche motel o comunque albergo economico nonappena passato il confine italiano-francese. Putroppo non avevamo fatto i conti con il solito traffico che rende le nostre strade ed autostrade tra le peggiori d’europa, e pure il maltempo.
Arrivammo infatti a fare il passo del Fréjus sotto la pioggia per evitare di passare per la galleria del Monte Bianco, ma se avessi saputo a cosa sarei andato incontro forse avrei fatto meglio a passare per di lì…!
Stavamo salendo per arrivare al passo, quando improvvisamente una cinghia di un autotrasporto che stava davanti a noi si stacca, per poi conficcarsi nella ruota anteriore sinistra della nostra Yaris! quando si dice la sfiga…!
Una volta accostati ci rendiamo conto che anche cambiando la ruota con quella di scorta, non si sarebbe risolto alcun problema visto che la ruota era piuttosto un “ruotino”, che limitava notevolmente la velocità di punta ed in ogni caso andava sostuito al più presto con una ruota normale.
Deviammo quindi nel paesino di Bardonecchia, proprio vicino al confine, ove trovammo una carrozzeria che ci cambiò le gomme. Avevamo però perso 2 ore abbondanti…! che dovevamo recuperare sulla nostra tabella di marcia.
Passammo finalmente il confine, e decidemmo di fermarci a Chambery, un cittadina di medie dimensioni, dove trovammo un motel abbastanza economico. Era già tardi per cui i ristoranti non erano disposti a darci da mangiare, così andammo in un centro commerciale a comprare qualche prodotto del luogo… dei strani fagotti farciti, a dire il vero non proprio invitanti come aspetto anche se il sapore tutto sommato non era poi così male.
Dopo una prima giornata alquanto traumatica, non sapevamo cosa ci avrebbe atteso il giorno seguente!
Date un’occhiata al cartello qui sotto:

anche se è in inglese, dovreste aver capito più o meno cosa dice: era in bella vista sulla spiaggia in Mar Rosso in cui siamo stati qualche anno fa. In pratica si può dire che “mette le mani avanti”, dicendo che se affogate, cadete dal molo, la corrente vi porta via, vi ferite al piede camminando sulla barriera corallina, e così via, sono affari vostri!
Chiaramente sono rimasto alquanto sorpreso… in un villaggio vacanze, avere un cartello del genere non è molto incoraggiante! per me poi che non so nuotare! il molo poi era qualcosa di assurdo: si estendeva per 100 metri verso il mare, oltre la barriera corallina, e poi una scaletta molto insicura (scivolosa) che ti consentiva di immergerti. Ma non finisce qui, la profondità dell’acqua era subito sconvolgente: in pratica si vedeva la parete della barriera corallina che sprofondava giù negli abissi dell’oceano, dando una sensazione di “profondità ” incredibile, tant’è che pure la mia ragazza che nuota parecchio bene era all’inizio un po’ intimorita da questa visione…!