Come avrete già intuito più volte leggendo questo blog, siamo amanti della montagna più che del mare. Questo spesso a causa del fatto che le zone di mare sono completamente sovraffollate… infatti le poche volte che ci andiamo, scegliamo periodi fuori stagione come quando andammo all’Isola del Giglio… Ma non divaghiamo.
Sta di fatto che probabilmente siamo gli unici italiani ad essere andati a Oberammergau d’inverno, non per sciare!! proprio così, avevamo bisogno di rilassarci, e abbiamo trascorso 4 giorni in una casa biologica costruita interamente in legno e con materiali antiallergici, calda e confortevole. Per soli 35 euro al giorno, sauna e noleggio bici (di cui però non abbiamo potuto usufruire) inclusi!
Appena arrivati nel tardo pomeriggio, abbiamo fatto un giro per il paesino, dato che d’inverno lì fa buio presto. Nell’imbrunire della sera una curiosa figura ci ha colpito: l’uomo vaso che vedete qui sotto, che faceva bella mostra di sè in un negozietto di articoli vari da giardino proprio in mezzo al paese!

uomo vaso, una figura carismatica!
Il giorno dopo, abbiamo deciso di sfidare il maltempo (nella notte aveva nevicato) per raggiungere il castello di Neuschwanstein, per vedere come era durante l’inverno (avevamo già avuto modo di ammirarlo d’estate). Nel tragitto per raggiungerlo, ci siamo imbattuti in una chiesetta in mezzo alla pianura antistante il castello che aveva un’aria veramente particolare, che potete ammirare qui sotto.

una chiesetta in mezzo alla neve, con minacciose nubi sullo sfondo…
Poi ci siamo ritrovati di fronte al maestoso castello che facendo bella mostra di sè, sembrava non essere affatto intimorito dalla neve e dal freddo invernale (in Baviera si raggiungono temperature record d’inverno!). Già da lontano la vista era magnifica, ma abbiamo deciso di salire e ammirarlo ancora una volta più da vicino.

Neuschwanstein d’inverno, come nelle favole
Purtroppo, una volta giunti al ponte di Marienbrucke, un punto ideale per fotografare il castello, il sole stava già calando e la foto non è riuscita affatto bene, complice la macchina digitale non proprio all’avanguardia (pur applicando ogni tipo di filtro Photoshop, quello che vedete qui sotto è il meglio che sono riuscito a ricavarne!).

Neuschwanstein d’inverno visto dal ponte di Marienbrucke
Dato che di “Monte Cavallo” ce ne sono diversi sparsi in tutta Italia, voglio precisare subito che parliamo del monte situato nelle vicinanze di Porretta Terme, passata la frazione di Castelluccio.
Il percorso che abbiamo fatto è partito appunto da pochi km dopo Castelluccio per arrivare fino al rifugio di Monte Cavallo. Come potete vedere dalle foto qui sotto si tratta di posti veramente stupendi, tranquilli e ancora totalmente incontaminati (il rifugio è uno dei pochi edifici che potete vedere nel raggio di diversi chilometri!).

una panoramica dei dintorni del monte
Il periodo era l’estate di qualche anno fa, e per sfuggire al caldo umido tipico di Bologna siamo scappati appunto fino a Porretta, poi Castelluccio e infine abbandonata la macchina siamo proseguiti a piedi. Il primo pezzo è abbastanza duro, diversi km in salita. Ma una volta arrivati in cima c’è una specie di altopiano per cui l’ultimo tratto è molto più facile da percorrere anche per chi non si cimenta abitualmente in camminate in montagna.

eccoci infine giunti al Rifugio di Monte Cavallo!
Durante gli ultimi metri, ha incominciato a piovere, il classico temporale estivo che sopraggiunge senza alcun preavviso e in pochi istanti ti inzuppa tutto d’acqua! per cui ci siamo messi a correre e la vista del rifugio è stata come quella di un’oasi nel deserto!
Restare sotto la tettoia del rifugio ad ammirare la natura circostante mentre l’acquazzone estivo si sprigionava in tutta la sua forza (con tanto di tuoni e fulmini) è stato qualcosa di unico - affascinante ma allo stesso tempo aveva anche un non so che di intimidatorio…!
Poi dopo nemmeno mezz’ora il temporale era finito, e abbiamo intrapreso la strada del ritorno verso casa.
Certe splendide giornate le vedi dal mattino. L’aria limpida, fresca. Il cielo blu e nemmeno una nuvola all’orizzonte: un clima insolitamente mite per la stagione, e per le temperature quasi africane a cui ci eravamo abituati qui in Italia (anche se, a onor del vero, nella Val di Taro non si soffre mai il caldo!).
E allora, cosa c’è di meglio che una passeggiata in un monte vicino? ancora una volta la nostra meta era il Passo della Cappelletta di cui ho già parlato qualche mese fa.

Una volta arrivati in cima, lo spettacolo è mozzafiato… non ci sono parole per descriverlo. Basta guardare le foto per rendersi conto che giornate così non sono affatto comuni. E allora ci incamminiamo ancora una volta nel sentiero CAI che porta a Monte Gottero, anche se non raggiungiamo la cima, per motivi di tempo.

Non mancano nemmeno le solite mucche al pascolo. Conferiscono al paesaggio un tono ancora più “montano”. Se non lo sapessi, potrei quasi pensare di essere in Austria o in Baviera. Incontriamo lungo il percorso un gruppo di escursionisti, fatto abbastanza insolito - ma come dar loro torto, con una giornata così?

Prima di far ritorno a casa faccio in tempo a scattare una foto veramente buffa… un albero con una forma veramente strana. Sembra quasi la bocca enorme spalancata, e un naso all’insù.