Viaggi, vacanze e altro


17 luglio 2007

Oberammergau d’Inverno - Parte I

Come avrete già intuito più volte leggendo questo blog, siamo amanti della montagna più che del mare. Questo spesso a causa del fatto che le zone di mare sono completamente sovraffollate… infatti le poche volte che ci andiamo, scegliamo periodi fuori stagione come quando andammo all’Isola del Giglio… Ma non divaghiamo.

Sta di fatto che probabilmente siamo gli unici italiani ad essere andati a Oberammergau d’inverno, non per sciare!! proprio così, avevamo bisogno di rilassarci, e abbiamo trascorso 4 giorni in una casa biologica costruita interamente in legno e con materiali antiallergici, calda e confortevole. Per soli 35 euro al giorno, sauna e noleggio bici (di cui però non abbiamo potuto usufruire) inclusi!

Appena arrivati nel tardo pomeriggio, abbiamo fatto un giro per il paesino, dato che d’inverno lì fa buio presto. Nell’imbrunire della sera una curiosa figura ci ha colpito: l’uomo vaso che vedete qui sotto, che faceva bella mostra di sè in un negozietto di articoli vari da giardino proprio in mezzo al paese! :D

uomo fatto con vasi
uomo vaso, una figura carismatica!

Il giorno dopo, abbiamo deciso di sfidare il maltempo (nella notte aveva nevicato) per raggiungere il castello di Neuschwanstein, per vedere come era durante l’inverno (avevamo già avuto modo di ammirarlo d’estate). Nel tragitto per raggiungerlo, ci siamo imbattuti in una chiesetta in mezzo alla pianura antistante il castello che aveva un’aria veramente particolare, che potete ammirare qui sotto.

chiesetta nella neve
una chiesetta in mezzo alla neve, con minacciose nubi sullo sfondo…

Poi ci siamo ritrovati di fronte al maestoso castello che facendo bella mostra di sè,  sembrava non essere affatto intimorito dalla neve e dal freddo invernale (in Baviera si raggiungono temperature record d’inverno!). Già da lontano la vista era magnifica, ma abbiamo deciso di salire e ammirarlo ancora una volta più da vicino.

neuschwanstein d'inverno
Neuschwanstein d’inverno, come nelle favole

Purtroppo, una volta giunti al ponte di Marienbrucke, un punto ideale per fotografare il castello, il sole stava già calando e la foto non è riuscita affatto bene, complice la macchina digitale non proprio all’avanguardia (pur applicando ogni tipo di filtro Photoshop, quello che vedete qui sotto è il meglio che sono riuscito a ricavarne!).

neuschwanstein d'inverno
Neuschwanstein d’inverno visto dal ponte di Marienbrucke


25 giugno 2007

Nel corso del tempo….

A Passo Colla, 1000m sul livello del mare, 4 chilometri di strada sterrata nel bosco portano ad un vecchio borgo di case abbandonate. Dugara: una manciata di case disabitate. Di qualcuna restano solo muri ricoperti da rampicanti e dalla vegetazione spontanea, altre sembrano solo aspettare che qualcuno si rammenti di loro e venga ad aprire le finestre e a farle rivivere. Due abitazioni sono state ristrutturate e se pur tutt’intorno regna un silenzio insolito non ho avuto la sensazione di immobilità, non ho avuto l’impressione che lì il tempo si sia fermato, ma piuttosto di una quiete provvisoria, di uno scorrere silenzioso dell’ingranaggio del mondo.

La vita continua e le campane della piccola chiesa che ci accoglie all’ingresso del paese sono pronte a suonare ancora.

Dugara (Val Ceno, Parma)

chiesina abbandonata

una piccola cappella ormai in disuso

particolare della chiesa

 le piante rampicanti le danno un tocco “selvatico” ma ancora più poetico

gruppo di ruderi
un gruppo di ruderi abbandonati


20 giugno 2007

I gelsomini di Pontremoli

pontremoli vecchio borgo

Il profumo di gelsomini mi ha guidata in un percorso insolito che ho iniziato lasciandomi la stazione alle spalle per raggiungere stradine sconosciute alla periferia della cittadina. Ho scoperto piccole case con giardini ben curati e balconi con gerani e rose.

E lì, appunto, ho visto tante siepi di gelsomino, ricche di fiori bianchi e profumati, proprio quel profumo che aromatizzava l’aria che ho seguito fin là. Gelsomini e qualche palma: ho pensato alla Sicilia e alle sue granite, ma sono in un paese dell’appennino tosco-emiliano! a dispetto del clima non proprio rigido, sono entrata in un bel locale con arredi stile liberty e mi sono regalata una cioccolata con panna.

A completare, un giro panoramico percorrendo dei sentieri vecchi, ciottolati, con l’erba che a forza è spuntata alla luce del sole. Qualcuno ha steso dei panni ad asciugare, e una leggera brezza li fa sventolare quasi fossero bandiere di una generazione antica come questo paese.

Pontremoli, Lunigiana