
La località di Castel dell’Alpi, in cui sorge l’omonimo lago, si trova sotto il comune di San Benedetto val di Sambro, un comune che conta poco più di 4000 abitanti in provincia di Bologna.
Il lago, originatosi dallo sbarramento del torrente Savena, operato da una vasta frana staccatasi sul versante sinistro della valle, è una meta turistica abbastanza conosciuta, specialmente d’estate. E’ infatti possibile navigarlo con barche a remi, sdraiarsi e fare pic-nic sui prati circostanti, o prendere il sole.
Decidemmo di farci un salto qualche estate fa, e usciti dall’autostrada a Pian del Voglio, abbiamo proseguito fino a trovare il posto (è abbastanza facile). Devo ammettere che non mi aspettavo tutta questa affluenza di persone! abbiamo faticato a trovare il parcheggio, ma alla fine ci siamo goduti una passeggiata costeggiando il lago quasi nel suo intero perimetro, prima da un lato e poi dall’altro.

Nella foto qui sopra infatti vedete il lago quasi dalla parte opposta, è possibile intravedere il ponte che lo attraversa in lontananza.

Qui sopra invece abbiamo la vista dal ponte vero e proprio. Non male per essere un lago di minori dimensioni, no?

Infine una foto della chiesa di Castel dell’Alpi, in una posizione dominante sul lago, veramente invidiabile!

La foto qui sopra ritrae da vicino una pianta di mirtilli giganti che abbiamo trovato per puro caso facendo una passeggiata nel bosco vicino a casa (nella Val di Taro). I mirtilli crescono normalmente sopra gli 800-900 metri di altitudine, ma di così grossi non ne avevamo mai visti!! chiaramente non sono sfuggiti alle nostre fauci, e devo dire che anche il sapore non era niente male.
E’ un piacere unico, passeggiare per i boschi in pace, e trovare lungo la via delle prelibatezze del genere. Assaporare la natura come si faceva una volta, nella sua pienezza, senza OGM e senza import/export…
Comincio subito con il fare una precisazione riguardo al messaggio precedente… l’uomo vaso in realtà è una donna!
infatti come non notare il prosperoso seno (costituito anch’esso da 2 vasi)?!
Tornando a cose più serie
La prima foto in basso è il castello di Hohenschwangau di cui ho già parlato in passato in questo blog, e nella neve che cadeva lentamente in quella giornata di Dicembre risaltava ancora di più nel paesaggio, grazie ai colori caldi (arancione) con cui era dipinto. E’ un’immagine che mi ha colpito particolarmente e che ricordo con piacere.

Hohenschwangau d’inverno
Con altrettanto piacere ricordo anche l’altro castello, Linderhof, che è sempre nelle vicinanze. Anch’esso era chiuso alla gente ma si poteva lo stesso fare un giro nell’enorme parco che era tutto ricoperto di neve. Una sensazione magica, c’era una quiete tutt’intorno ma allo stesso tempo anche una sensazione di maestosità , di uno sfarzo che solo pochi secoli prima era nel massimo splendore. Abbiamo girato in lungo e in largo, ricordandoci com’era d’estate, e com’era ora, ricoperto dal soffice manto bianco della neve. Mentre eravamo lì, avvertivamo veramente una sensazione di pace.

Parco di Linderhof ricoperto di neve
L’ultimo giorno del nostro breve soggiorno invernale abbiamo deciso di esplorare, “a casaccio” i dintorni di Oberammergau. Sono le cose che preferisco. Nessun itinerario fisso, nessuna guida, solo l’istinto: ci siamo spinti ai bordi del paese incuriositi da una strana croce bianca che domina il paese, e siamo passati su di un ponte di legno…

…e infine abbiamo visto la croce, che poi non è altro che il punto di arrivo del pellegrinaggio che ogni 3-4 anni si svolge nel paese bavarese. Viene fatta una processione fino alla statua a forma di croce rappresentante la Passione di Cristo, con fiaccole ed altro. Ho visto delle foto e deve essere un’esperienza molto bella, al di là di essere credenti o meno.

Croce della Passione di Cristo
Visto che avevamo ancora un po’ di tempo, abbiamo poi preso la macchina e ci siamo avventurati in un bosco nei paraggi. Stava già facendo sera, per cui non abbiamo potuto fare un giro molto lungo. Anche nel bosco, una sensazione stranissima, di quiete ma anche di mistero, forse per via dell’oscurità che lentamente ma inesorabilmente si stava impadronendo del paesaggio.
Arrivammo fino ad un punto in cui c’era un fiumiciattolo (mezzo ricoperto dalla neve) e si avvertiva in lontananza un rumore di una cascata, o qualcosa del genere. La curiosità ci spingeva con forza in avanti, dietro ancora all’ennesima insenatura, per vedere che cos’era a produrre quel rumore, ma era tardi, e decidemmo di tornare indietro.
Ci siamo ripromessi però, di ritornare in futuro nello stesso posto, per scoprire quale ennesima opera della natura si nascondeva dietro quella curva del bosco…

uno scroscio d’acqua in lontananza… cosa c’era dietro quell’insenatura?