A pochi chilometri dal paese di Borgo val di Taro, vicino al confine fra Emilia, Liguria e Toscana, si trova Compiano il cui castello e il relativo borgo antico dominano dall’alto l’intera vallata.
Le origini del Castello, molto antiche, si fanno risalire all’epoca carolingia, ma il periodo di massimo splendore lo visse durante il XVI e il XVII secolo sotto il dominio dei Landi, quando Compiano ebbe scuole pubbliche, un monte di pietà e battè perfino una propria moneta. Dopo un periodo di declino in cui divenne, proprietà dei Farnese, poi prigione sotto il ducato di Maria Luigia, riacquistò importanza durante la seconda guerra mondiale quando diventò capitale del “Territorio libero della Valtaro”.

Il castello visto dal basso, da una strada del paese
Nel 1966 il maniero fu acquistato dalla Marchesa Lina Raimondi Gambarotta che nel 1987, quando morì, lasciò in eredità al Comune. Oggi, all’interno del castello, vi sono due importanti Musei e una parte è stata adibita a Relais-Foresteria con un centro convegni un parco e piscina.
E’ curioso e da ricordare il legame fra il Principato di Monaco e il Comune di Compiano che risale ad una antica alleanza politico-dinastica fra i Grimaldi e i Landi, suggellata da una visita ufficiale del Principe Alberto II di Monaco al borgo di Compiano il 9 luglio 2003.

Una magnifica rosa rampicante all’ingresso del castello
Qualificato come uno dei borghi più belli d’Italia, Compiano conserva all’esterno del castello, un piccolo borgo medievale ancora autentico, abbracciato da una cinta muraria dalla quale si può godere un bellissimo panorama sulla valle percorsa del fiume Taro.

altra visuale del castello
L’entroterra riminese è ricco di antichi borghi medioevali adagiati su dolci colline ricche di vigneti e di alberi da frutto che in primavera si adornano di bellissimi fiori bianchi e rosa. E allora una bella giornata di sole è la condizione ideale per partire ed esplorare le terre dei Malatesta.

Al confine fra la Romagna e le Marche si incontra Montegridolfo, un grazioso borgo circondato da mura che dovevano garantire la difesa della signoria dei Malatesta di Rimini nella lotta contro i Montefeltro di Urbino. Il borgo, integralmente ristrutturato, è completamente circondato da alte mura con l’accesso protetto da una torre con porta d’epoca medioevale. Nel piccolo centro sono presenti botteghe che vendono prodotti artigianali e prodotti tipici locali particolari: miele di ciliegia, di lamponi, di tarassaco, olio e vino delle colline romagnole. In alcuni ristoranti è possibile mangiare su terrazze panoramiche e dare un tocco romantico alla pausa pranzo.
Bastano pochi chilometri e si raggiunge Saludecio, caratteristico per i suoi campanili, le torri e le mura. Le sue architetture e il suo profilo di borgo medioevale ne hanno fatto la sede ideale di caratteristici mercatini che animano e colorano il centro storico con i loro prodotti durante il periodo estivo. Un evento di rilievo che si tiene proprio in primavera è il SalusErbe, un insieme di convegni, mostre, banchetti gastronomici, mercatini dedicati all’erboristeria, alle piante e all’artigianato. L’edizione di quest’anno si tiene dal 22 al 25 aprile.
Piccolo gioiello incastonato su un colle, Verrucchio merita senz’altro una visita. Importante centro etrusco sorge su un colle su cui domina la Rocca del Sasso che per la sua posizione strategica era considerata uno dei capisaldi della Signoria dei Malatesta: Passeggiando per il vecchio borgo medioevale che si è sviluppato attorno alla Rocca si incontrano ancora tracce del passato e gli interni delle chiese custodiscono veri tesori. All’interno della Collegiata sono conservati due preziosi crocefissi su tavola, uno di scuola riminese risale al ‘300, l’altro di un pittore veneziano è del ‘400.
Testimonianze etrusche sono conservate al Museo Civico Archeologico, situato negli edifici dell’ex convento di S. Agostino. Qui sono custoditi soprattutto corredi funebri, rinvenuti negli scavi iniziati a partire dagli anni ‘60 nei campi ai piedi della rupe. Si tratta di oggetti di rara bellezza e preziosità giudicati, a ragione, di rilievo internazionale: urne, splendidi gioielli, ambre, armature e oggetti in legno, tra cui un trono, e stoffe, trovate in una quantità e in uno stato di conservazione decisamente unici.
Se poi si vuole fare una sosta per gustare le specialità del luogo, proprio nel centro del borgo il ristorante “ Al Mastin Vecchio” offre vere e proprie leccornie: in autunno le pappardelle con noci e tartufo sono veramente indimenticabili!

Spesso quando facciamo un giro sulla Riviera Adriatica ci fermiamo a Milano Marittima che è, come noto, un posto molto “in”. Ma la differenza è che noi ci passiamo di giorno, non a notte fonda come fanno certi “discotecari” o calciatori più o meno noti….
Infatti il posto è bello anche di giorno, non solo di notte. Le numerose pinete, i viali con le rotonde piene di fiori, alberi e panchine su cui sedersi per gustarsi un gustoso gelato (non mancate di assaggiare quello con pinoli, o con i fichi caramellati che potrete trovare alla gelateria “La Perla”, famosa da anni nel luogo). Tutte queste cose rendono Milano Marittima veramente un bel posticino anche solo per una gita di una giornata (chiaramente se abitate nei dintorni!).
Uno dei posti che spesso visitiamo è il Parco Termale . Nel link troverete subito un interessante percorso ciclabile da effettuare immerso nel verde e nella natura. Qui sotto trovate degli abitanti tipici del parco:

vari coniglietti nani, che sono stati introdotti nel parco, e a dire il vero ora si stanno riproducendo in maniera quasi incontenibile…

questo qui sopra sta facendo “un pisolino”!

Un bellissimo pavone, anch’esso abitante del parco termale. Sembra che voglia salutarci!

Questa foto molto buffa mette in risalto appunto la “pericolosa fertilità” dei coniglietti nani che come è noto… trombano da matti! peccato non possiate vederlo in movimento, faceva veramente ridere

Un cervo che bruca qualcosa

Infine varie capre e caprette che osservano curiose l’obiettivo della mia macchina fotografica!