Viaggi, vacanze e altro


3 febbraio 2008

Giro al Parco dei Cento Laghi

Oggi voglio parlarvi di un giro meraviglioso che feci l’anno scorso, quando visitai il Parco dei Cento Laghi in provincia di Parma.

Ufficialmente, si chiama Parco regionale delle Valli del Cedra e del Parma, ma il nome con cui è più noto è “Parco dei Cento Laghi”. Qual’è l’origine di questo nome? semplice: è possibile ammirare nella zona i segni dell’ultima glaciazione, che si manifestano nelle varie pozze temporanee, nelle diverse torbiere e nei numerosi laghi (da qui appunto il nome “Cento Laghi”).

L’arrivo già è mozzafiato… decidemmo di visitare prima la zona della torbiera di Lagdei, con il rifugio omonimo. Un ampio parcheggio e le montagne tutt’intorno formavano una sorta di anfiteatro naturale che lasciava veramente incantati, complice una giornata di sole con un cielo azzurro e limpido che faceva da sfondo alle verdi montagne.

arrivo al parco
L’arrivo a Lagdei

la prima cosa che abbiamo fatto, prima di avventurarci nei sentieri montani, è un rapido giro nella zona attorno al rifugio e alla seggiovia: c’è un fiumiciattolo con una buffa fontana che sgorga da una roccia, con un simbolo di una lucertola scolpito sul sasso:

fontana nel sasso
foto della fontana con la lucertola

poi abbiamo percorso il sentiero fatto da un ponte di legno lunghissimo che percorre praticamente l’intero perimetro della zona: inoltre, cinque pannelli interattivi e dodici cartelli illustrati raccontano l’evoluzione della torbiera e le specie principali che la abitano. E’ veramente piacevole, e tra l’altro anche chi è costretto a muoversi su di una sedia a rotelle può fare il percorso. Quindi un’ottima scelta da parte dell’Ente gestore, che consente veramente a chiunque di fruire della bellezza del posto.

ponticello in legno percorso
il percorso fatto su una passerella di legno

Finalmente, rotto ogni indugio, cominciamo ad esplorare il parco. Premetto che siamo stati diverse volte, dal momento che in una sola giornata è dura fare tutti i vari possibili percorsi! perciò anche se io ve li racconto in una volta sola, sappiate che ci vogliono diversi giorni per farli tutti… a meno che non siate veri e propri maratoneti!!

Il primo percorso che abbiamo fatto è quello da Lagdei al “Lago Santo”. Il percorso è molto ripido, e durante l’estate è anche pieno di zanzare… per cui se decidete di farlo, meglio premunirsi con qualche buona crema o liquido scaccia-insetti! in tutto il percorso ci ha tenuto occupati per 1 ora, ma siamo andati di buon passo. Se preferite fare le cose più lentamente, aggiungete un’altra mezz’oretta al tempo stimato necessario.

Una volta arrivati in cima, se avete la fortuna di esserci capitati in una splendida giornata di sole come nel nostro caso, la vista è magnifica! Il lago è di un colore molto bello, e tutta la vegetazione circostante, formata per lo più da faggi, è uno spettacolo della natura. Se non ci credete, date un’occhiata alla foto qui sotto:

lago santo
foto del Lago Santo da una delle sue rive

L’altro percorso che abbiamo fatto, è iniziato da Lagoni,  a quasi 1400m di altitudine: siamo proseguiti lungo un sentiero CAI che ci ha portato fino al Lago Scuro. Anche qui, le possibilità erano tantissime: c’erano un sacco di altri sentieri, ma eravamo curiosi di vedere questo lago particolare, per cui ci siamo diretti subito lì.

buco misterioso nella roccia
curiosa buca scolpita nella roccia!

lago scuro
il Lago Scuro

Questo lago è qualcosa di speciale: fuori dai percorsi standard, un po’ difficile da raggiungere, sembra quasi un luogo segreto… un luogo ameno nel quale è possibile fermarsi qualche minuto a riflettere, a rilassarsi e a contemplare la maestosità della natura. Quel giorno c’era un silenzio quasi irreale… si udiva solo il grido di un qualche rapace che svolazzava sul monte Scala che sovrasta il lago stesso, posto a 1526 metri.

lagoni
vista dal punto di parteza di Lagoni

lago santo
altro scorcio stupendo di Lagoni

Come vedete dalle foto, il posto è veramente splendido. Ideale per un weekend d’estate tutta natura, lontano dal caldo afoso delle città. Ah, quasi dimenticavo:nel parco ci sono oltre 150km di percorsi effettuabili in mountain bike, per cui anche gli amanti delle escursioni su 2 ruote sono serviti!

Alcuni link utili: homepage del parco - percorsi mountain bike


9 luglio 2007

Giro a Monte Cavallo (Porretta Terme)

Dato che di “Monte Cavallo” ce ne sono diversi sparsi in tutta Italia, voglio precisare subito che parliamo del monte situato nelle vicinanze di Porretta Terme, passata la frazione di Castelluccio.

Il percorso che abbiamo fatto è partito appunto da pochi km dopo Castelluccio per arrivare fino al rifugio di Monte Cavallo. Come potete vedere dalle foto qui sotto si tratta di posti veramente stupendi, tranquilli e ancora totalmente incontaminati (il rifugio è uno dei pochi edifici che potete vedere nel raggio di diversi chilometri!).

monte cavallo panorama
una panoramica dei dintorni del monte

Il periodo era l’estate di qualche anno fa, e per sfuggire al caldo umido tipico di Bologna siamo scappati appunto fino a Porretta, poi Castelluccio e infine abbandonata la macchina siamo proseguiti a piedi. Il primo pezzo è abbastanza duro, diversi km in salita. Ma una volta arrivati in cima c’è una specie di altopiano per cui l’ultimo tratto è molto più facile da percorrere anche per chi non si cimenta abitualmente in camminate in montagna.

rifugio di monte cavallo
eccoci infine giunti al Rifugio di Monte Cavallo!

Durante gli ultimi metri, ha incominciato a piovere, il classico temporale estivo che sopraggiunge senza alcun preavviso e in pochi istanti ti inzuppa tutto d’acqua! per cui ci siamo messi a correre e la vista del rifugio è stata come quella di un’oasi nel deserto!

Restare sotto la tettoia del rifugio ad ammirare la natura circostante mentre l’acquazzone estivo si sprigionava in tutta la sua forza (con tanto di tuoni e fulmini) è stato qualcosa di unico - affascinante ma allo stesso tempo aveva anche un non so che di intimidatorio…! :)

Poi dopo nemmeno mezz’ora il temporale era finito, e abbiamo intrapreso la strada del ritorno verso casa.


6 luglio 2007

Una giornata di sole

Certe splendide giornate le vedi dal mattino. L’aria limpida, fresca. Il cielo blu e nemmeno una nuvola all’orizzonte: un clima insolitamente mite per la stagione, e per le temperature quasi africane a cui ci eravamo abituati qui in Italia (anche se, a onor del vero, nella Val di Taro non si soffre mai il caldo!).

E allora, cosa c’è di meglio che una passeggiata in un monte vicino? ancora una volta la nostra meta era il Passo della Cappelletta di cui ho già parlato qualche mese fa.

panorama dal passo della cappelletta

Una volta arrivati in cima, lo spettacolo è mozzafiato… non ci sono parole per descriverlo. Basta guardare le foto per rendersi conto che giornate così non sono affatto comuni. E allora ci incamminiamo ancora una volta nel sentiero CAI che porta a Monte Gottero, anche se non raggiungiamo la cima, per motivi di tempo.

pale eoliche e mucche

Non mancano nemmeno le solite mucche al pascolo. Conferiscono al paesaggio un tono ancora più “montano”. Se non lo sapessi, potrei quasi pensare di essere in Austria o in Baviera. Incontriamo lungo il percorso un gruppo di escursionisti, fatto abbastanza insolito - ma come dar loro torto, con una giornata così?

albero buffo

Prima di far ritorno a casa faccio in tempo a scattare una foto veramente buffa… un albero con una forma veramente strana. Sembra quasi la bocca enorme spalancata, e un naso all’insù.