Date un’occhiata al cartello qui sotto:

anche se è in inglese, dovreste aver capito più o meno cosa dice: era in bella vista sulla spiaggia in Mar Rosso in cui siamo stati qualche anno fa. In pratica si può dire che “mette le mani avanti”, dicendo che se affogate, cadete dal molo, la corrente vi porta via, vi ferite al piede camminando sulla barriera corallina, e così via, sono affari vostri!
Chiaramente sono rimasto alquanto sorpreso… in un villaggio vacanze, avere un cartello del genere non è molto incoraggiante! per me poi che non so nuotare! il molo poi era qualcosa di assurdo: si estendeva per 100 metri verso il mare, oltre la barriera corallina, e poi una scaletta molto insicura (scivolosa) che ti consentiva di immergerti. Ma non finisce qui, la profondità dell’acqua era subito sconvolgente: in pratica si vedeva la parete della barriera corallina che sprofondava giù negli abissi dell’oceano, dando una sensazione di “profondità ” incredibile, tant’è che pure la mia ragazza che nuota parecchio bene era all’inizio un po’ intimorita da questa visione…!
Purtroppo anche questa mia vacanza è giunta alla fine.
L’ultimo giorno, prima di riprendere il traghetto per il ritorno, abbiamo fatto “l’ultimo giro al faro” con un po’ (anzi un bel po’) di nostalgia. Poi tornando a Giglio Porto ci siamo resi conto che mancavano ancora 2 ore. Abbiamo fatto un giro per i vari negozietti presenti lì al porto, abbiamo preso un gelato, ma niente, era passata solo mezz’ora. In quei momenti lì il tempo sembra non passare mai… e allora abbiamo preso la macchina e siamo andati in un sentiero che avevamo visto qualche giorno prima, pensando di esplorarlo velocemente.

Sapendo di non avere molto tempo prima della partenza del traghetto, abbiamo percorso il sentiero velocemente, e siamo rimasti stupiti nel vedere una spiaggia molto bella, totalmente appartata!

In una corsa contro il tempo, spinti dalla curiosità di raggiungerla, abbiamo quasi rischiato di romperci una gamba e di venir morsi da un serpente che era lì addormentato in mezzo ai sassi (non sono sicuro di che tipo di serpente si trattasse…!) ma alla fine siamo arrivati… beh, con un po’ delusione abbiamo visto che la spiaggia non era segreta, ma privata, una megavilla infatti era costruita proprio davanti ad essa!

Qui sopra la villa non si vede… ma si vede la spiaggia. Devo ammettere che sono un po’ invidioso
comunque, quello fu l’ultimo atto della nostra vacanza all’Isola del Giglio, un posto veramente fantastico che consiglio vivamente di visitare, ma rigorosamente fuori stagione però! non oso immaginare tutte quelle stradine e quelle spiaggie d’estate, piene di gente…!
Il giorno seguente decidemmo di provare un’itinerario consigliato da una guida locale, intitolato “da Giglio Campese a Giglio Castello”. Campese è una spiaggia molto bella dell’Isola, ed è praticamente “sotto” Giglio Castello (si può vedere dalla spiaggia la roccaforte). C’è un percorso che sale in alto, lungo una strada fatta da enormi pietre che fanno da scalini, fino al paese sovrastante.

Ora vi dico subito, non provateci se prima non siete ben allenati. Noi l’abbiamo fatta in Aprile, quindi non era certo troppo caldo, ma è stata una fatica non da poco!!! inoltre il sentiero dopo un po’ si “confonde” ed è facile perdere la strada. A noi è successo e ci siamo ritrovati a percorrere l’ultimo tratto sulla strada asfaltata normale, non molto bello…

Nella foto qui sopra, una specie di “Miraggio” di Giglio Castello. Mi scappa ancora da ridere perchè ad ogni passo ci dicevamo, “ormai siamo arrivati, manca poco!”. E invece…

…e invece ci siamo persi e qui sopra si vede l’ultimo tratto che abbiamo fatto (notate la strada normale in basso nella foto). Alla fine siamo arrivati là comunque, appena in tempo per fare la spesa! siamo partiti verso le 2 di pomeriggio e pensavamo di arrivare su, fare la spesa (comprando dell’ottima focaccia tipica della toscana, deliziosa) e poi tornare indietro.
E invece abbiamo dovuto correre per arrivare su in tempo prima che i negozi chiudessero! comunque sia, è veramente un bel percorso, e al ritorno dall’alto abbiamo capito l’errore che abbiamo fatto… anche se a onor del vero le indicazioni non erano proprio perfette!!