Date un’occhiata al cartello qui sotto:

anche se è in inglese, dovreste aver capito più o meno cosa dice: era in bella vista sulla spiaggia in Mar Rosso in cui siamo stati qualche anno fa. In pratica si può dire che “mette le mani avanti”, dicendo che se affogate, cadete dal molo, la corrente vi porta via, vi ferite al piede camminando sulla barriera corallina, e così via, sono affari vostri!
Chiaramente sono rimasto alquanto sorpreso… in un villaggio vacanze, avere un cartello del genere non è molto incoraggiante! per me poi che non so nuotare! il molo poi era qualcosa di assurdo: si estendeva per 100 metri verso il mare, oltre la barriera corallina, e poi una scaletta molto insicura (scivolosa) che ti consentiva di immergerti. Ma non finisce qui, la profondità dell’acqua era subito sconvolgente: in pratica si vedeva la parete della barriera corallina che sprofondava giù negli abissi dell’oceano, dando una sensazione di “profondità ” incredibile, tant’è che pure la mia ragazza che nuota parecchio bene era all’inizio un po’ intimorita da questa visione…!
Comincio subito con il fare una precisazione riguardo al messaggio precedente… l’uomo vaso in realtà è una donna!
infatti come non notare il prosperoso seno (costituito anch’esso da 2 vasi)?!
Tornando a cose più serie
La prima foto in basso è il castello di Hohenschwangau di cui ho già parlato in passato in questo blog, e nella neve che cadeva lentamente in quella giornata di Dicembre risaltava ancora di più nel paesaggio, grazie ai colori caldi (arancione) con cui era dipinto. E’ un’immagine che mi ha colpito particolarmente e che ricordo con piacere.

Hohenschwangau d’inverno
Con altrettanto piacere ricordo anche l’altro castello, Linderhof, che è sempre nelle vicinanze. Anch’esso era chiuso alla gente ma si poteva lo stesso fare un giro nell’enorme parco che era tutto ricoperto di neve. Una sensazione magica, c’era una quiete tutt’intorno ma allo stesso tempo anche una sensazione di maestosità , di uno sfarzo che solo pochi secoli prima era nel massimo splendore. Abbiamo girato in lungo e in largo, ricordandoci com’era d’estate, e com’era ora, ricoperto dal soffice manto bianco della neve. Mentre eravamo lì, avvertivamo veramente una sensazione di pace.

Parco di Linderhof ricoperto di neve
L’ultimo giorno del nostro breve soggiorno invernale abbiamo deciso di esplorare, “a casaccio” i dintorni di Oberammergau. Sono le cose che preferisco. Nessun itinerario fisso, nessuna guida, solo l’istinto: ci siamo spinti ai bordi del paese incuriositi da una strana croce bianca che domina il paese, e siamo passati su di un ponte di legno…

…e infine abbiamo visto la croce, che poi non è altro che il punto di arrivo del pellegrinaggio che ogni 3-4 anni si svolge nel paese bavarese. Viene fatta una processione fino alla statua a forma di croce rappresentante la Passione di Cristo, con fiaccole ed altro. Ho visto delle foto e deve essere un’esperienza molto bella, al di là di essere credenti o meno.

Croce della Passione di Cristo
Visto che avevamo ancora un po’ di tempo, abbiamo poi preso la macchina e ci siamo avventurati in un bosco nei paraggi. Stava già facendo sera, per cui non abbiamo potuto fare un giro molto lungo. Anche nel bosco, una sensazione stranissima, di quiete ma anche di mistero, forse per via dell’oscurità che lentamente ma inesorabilmente si stava impadronendo del paesaggio.
Arrivammo fino ad un punto in cui c’era un fiumiciattolo (mezzo ricoperto dalla neve) e si avvertiva in lontananza un rumore di una cascata, o qualcosa del genere. La curiosità ci spingeva con forza in avanti, dietro ancora all’ennesima insenatura, per vedere che cos’era a produrre quel rumore, ma era tardi, e decidemmo di tornare indietro.
Ci siamo ripromessi però, di ritornare in futuro nello stesso posto, per scoprire quale ennesima opera della natura si nascondeva dietro quella curva del bosco…

uno scroscio d’acqua in lontananza… cosa c’era dietro quell’insenatura?
Come avrete già intuito più volte leggendo questo blog, siamo amanti della montagna più che del mare. Questo spesso a causa del fatto che le zone di mare sono completamente sovraffollate… infatti le poche volte che ci andiamo, scegliamo periodi fuori stagione come quando andammo all’Isola del Giglio… Ma non divaghiamo.
Sta di fatto che probabilmente siamo gli unici italiani ad essere andati a Oberammergau d’inverno, non per sciare!! proprio così, avevamo bisogno di rilassarci, e abbiamo trascorso 4 giorni in una casa biologica costruita interamente in legno e con materiali antiallergici, calda e confortevole. Per soli 35 euro al giorno, sauna e noleggio bici (di cui però non abbiamo potuto usufruire) inclusi!
Appena arrivati nel tardo pomeriggio, abbiamo fatto un giro per il paesino, dato che d’inverno lì fa buio presto. Nell’imbrunire della sera una curiosa figura ci ha colpito: l’uomo vaso che vedete qui sotto, che faceva bella mostra di sè in un negozietto di articoli vari da giardino proprio in mezzo al paese!

uomo vaso, una figura carismatica!
Il giorno dopo, abbiamo deciso di sfidare il maltempo (nella notte aveva nevicato) per raggiungere il castello di Neuschwanstein, per vedere come era durante l’inverno (avevamo già avuto modo di ammirarlo d’estate). Nel tragitto per raggiungerlo, ci siamo imbattuti in una chiesetta in mezzo alla pianura antistante il castello che aveva un’aria veramente particolare, che potete ammirare qui sotto.

una chiesetta in mezzo alla neve, con minacciose nubi sullo sfondo…
Poi ci siamo ritrovati di fronte al maestoso castello che facendo bella mostra di sè, sembrava non essere affatto intimorito dalla neve e dal freddo invernale (in Baviera si raggiungono temperature record d’inverno!). Già da lontano la vista era magnifica, ma abbiamo deciso di salire e ammirarlo ancora una volta più da vicino.

Neuschwanstein d’inverno, come nelle favole
Purtroppo, una volta giunti al ponte di Marienbrucke, un punto ideale per fotografare il castello, il sole stava già calando e la foto non è riuscita affatto bene, complice la macchina digitale non proprio all’avanguardia (pur applicando ogni tipo di filtro Photoshop, quello che vedete qui sotto è il meglio che sono riuscito a ricavarne!).

Neuschwanstein d’inverno visto dal ponte di Marienbrucke