L’entroterra riminese è ricco di antichi borghi medioevali adagiati su dolci colline ricche di vigneti e di alberi da frutto che in primavera si adornano di bellissimi fiori bianchi e rosa. E allora una bella giornata di sole è la condizione ideale per partire ed esplorare le terre dei Malatesta.

Al confine fra la Romagna e le Marche si incontra Montegridolfo, un grazioso borgo circondato da mura che dovevano garantire la difesa della signoria dei Malatesta di Rimini nella lotta contro i Montefeltro di Urbino. Il borgo, integralmente ristrutturato, è completamente circondato da alte mura con l’accesso protetto da una torre con porta d’epoca medioevale. Nel piccolo centro sono presenti botteghe che vendono prodotti artigianali e prodotti tipici locali particolari: miele di ciliegia, di lamponi, di tarassaco, olio e vino delle colline romagnole. In alcuni ristoranti è possibile mangiare su terrazze panoramiche e dare un tocco romantico alla pausa pranzo.
Bastano pochi chilometri e si raggiunge Saludecio, caratteristico per i suoi campanili, le torri e le mura. Le sue architetture e il suo profilo di borgo medioevale ne hanno fatto la sede ideale di caratteristici mercatini che animano e colorano il centro storico con i loro prodotti durante il periodo estivo. Un evento di rilievo che si tiene proprio in primavera è il SalusErbe, un insieme di convegni, mostre, banchetti gastronomici, mercatini dedicati all’erboristeria, alle piante e all’artigianato. L’edizione di quest’anno si tiene dal 22 al 25 aprile.
Piccolo gioiello incastonato su un colle, Verrucchio merita senz’altro una visita. Importante centro etrusco sorge su un colle su cui domina la Rocca del Sasso che per la sua posizione strategica era considerata uno dei capisaldi della Signoria dei Malatesta: Passeggiando per il vecchio borgo medioevale che si è sviluppato attorno alla Rocca si incontrano ancora tracce del passato e gli interni delle chiese custodiscono veri tesori. All’interno della Collegiata sono conservati due preziosi crocefissi su tavola, uno di scuola riminese risale al ‘300, l’altro di un pittore veneziano è del ‘400.
Testimonianze etrusche sono conservate al Museo Civico Archeologico, situato negli edifici dell’ex convento di S. Agostino. Qui sono custoditi soprattutto corredi funebri, rinvenuti negli scavi iniziati a partire dagli anni ‘60 nei campi ai piedi della rupe. Si tratta di oggetti di rara bellezza e preziosità giudicati, a ragione, di rilievo internazionale: urne, splendidi gioielli, ambre, armature e oggetti in legno, tra cui un trono, e stoffe, trovate in una quantità e in uno stato di conservazione decisamente unici.
Se poi si vuole fare una sosta per gustare le specialità del luogo, proprio nel centro del borgo il ristorante “ Al Mastin Vecchio” offre vere e proprie leccornie: in autunno le pappardelle con noci e tartufo sono veramente indimenticabili!






